Seminario Arcivescovile di Napoli

"Card. Alessio Ascalesi"

Anno Formativo 2017/2018

Relazione di Inizio Anno

 

«Preti veri, servitori di Cristo nei fratelli… prendete la fiaccola e portatela avanti»
(Papa Francesco)

Carissimi Giovani,

ci ritroviamo dopo la pausa estiva, che è stata certamente tempo di riposo, ma anche opportunità per continuare a formarci attraverso le molteplici esperienze pastorali vissute (gli Oratori parrocchiali, i Campi di Azione Cattolica, la Missione popolare, il Mese Ignaziano, il servizio al Cottolengo di Torino); ringrazio Dio insieme con voi per i molteplici frutti che queste attività hanno prodotto: sono state tutte esperienze belle e arricchenti.

Assodato che la formazione non va mai in vacanza (anche la formazione iniziale è in qualche modo “permanente”, nel senso che non conosce soste), riprendiamo oggi la vita comunitaria, per continuare il nostro cammino di sequela del Signore.

Ci introduce al cammino di questo nuovo anno una icona evangelica, quella di Giovanni l’Apostolo, scelta anche per il Documento preparatorio del prossimo Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà il prossimo anno e che ha come tema, lo sapete, “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”

«Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1, 35-39).

Ai due discepoli del Battista, che accogliendo la sua testimonianza si sono ora rivolti a Lui, Gesù dice: “Venite e vedrete!”.

Come commenta il Documento preparatorio al Sinodo “Gesù li chiama a un tempo stesso a un percorso interiore e a una disponibilità a mettersi concretamente in movimento, senza ben sapere dove questo li porterà”.

I due discepoli però si fidano di questo invito e faranno un incontro tanto decisivo per la loro vita di ricordarne persino l’ora precisa.

Uno dei due è Andrea, come l’evangelista precisa al versetto 40;

l’altro, anonimo, è per lo più identificato con Giovanni, il discepolo che Gesù amava;

d’altra parte sappiamo pure che il lasciare senza nome è un modo mediante il quale l’evangelista vuole invitare ad identificarsi in quel determinato personaggio per fare la sua esperienza di fede.

“Venite e vedrete” è dunque l’invito del Maestro, rivolto un giorno ad Andrea e Giovanni e rivolto oggi anche a noi, all’inizio di questo nuovo anno;

Silvano Fausti commenta:

Venire a Gesù significa aderire a lui, facendo il suo stesso cammino.

Vedere è l’azione propria di chi nasce a una nuova condizione di vita, come il bimbo che viene alla luce. «Venite e vedrete» è l’invito che il Vangelo fa al lettore,

l’invito che la Verità fa a chiunque la cerca”.

Nel discepolo amato possiamo rinvenire la figura esemplare del giovane che sceglie di seguire Gesù, dunque anche la nostra “figura”.

È bello e significativo pensare in questi termini a tutta l’esperienza del Seminario:

c’è stato chi come il Battista ci ha indicato Gesù (saranno stati forse i nostri genitori, i nostri parroci, un sacerdote, un catechista);

anche noi siamo chiamati a dimorare con lui (particolarmente coltivando la vita spirituale).

A fondamento di questo c’è una relazione d’amore (innanzitutto l’amore libero e gratuito di Dio per noi e poi il nostro amore di risposta a lui) per cui possiamo sentirci “discepoli amati”, inviati poi nel mondo a rendere testimonianza perché altri siano attratti al Divino Maestro.

Ripartiamo accompagnati da questa icona biblica, sentiamo risuonare continuamente nel corso di quest’anno le parole di Gesù “Venite e vedrete”, rendiamoci disponibili a camminare, ad aderire a Lui, a rinascere a vita nuova;

sia questo tempo un vero tempo di discepolato, per stare alla scuola del Maestro e poi essere inviati nel mondo.

Auguro ad ognuno di voi, per questo nuovo anno, di sentirsi il “discepolo amato” e di poter a vostra volta amare con tutto voi stessi il Signore!

Affinché questa icona biblica non resti relegata solamente a questa Assemblea di inizio anno e alla relazione introduttiva dell’Annuario, abbiamo pensato a delle Lectio Divine da vivere per biennio che verteranno proprio sulla figura del Discepolo amato, con un percorso che abbiamo così identificato: Dal “venite e vedrete” all’ “abbiamo visto e abbiamo creduto”;

ripercorreremo alcuni momenti salienti del suo cammino di sequela (la chiamata, la moltiplicazione dei pani, il cenacolo, il sepolcro vuoto), perché ci sia modello nel discernimento e nel discepolato.

Ovviamente, alla luce anche di quanto detto, non può certamente lasciarci indifferenti il cammino di preparazione al Sinodo dei Vescovi.

Come chiarisce il già citato Documento preparatorio “la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla

a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia”.

Potremmo dire che questo evento ci riguarda a molteplici livelli: innanzitutto perché interessa la Chiesa universale e uno dei rischi da evitare,

sia oggi sia ancor più domani nel ministero, è quello di rinchiudersi in angusti  recinti od orticelli (fondamentale invece è sentirsi in cammino con tutta la Chiesa, condividendo le sue attenzioni e sollecitudini);

inoltre perché i protagonisti saranno “i giovani” e voi siete giovani e molto spesso nello stesso tirocinio pastorale è ai giovani che vi rivolgete;

infine perché si parla di discernimento, aspetto sul quale noi siamo continuamente impegnati e a cui richiamiamo già con la sola nostra vita.

Proprio l’aspetto del discernimento è uno di quelli su cui vorrei porre particolarmente l’attenzione.

La Ratio italiana sul La Formazione dei presbiteri pone tra gli obiettivi generali del cammino del Seminario quello di “accompagnare assiduamente i seminaristi nell’impegno di discernimento vocazionale, orientato a una scelta definitiva per il presbiterato diocesano nel celibato” (59);

non riguarda dunque solo la prima fase del cammino (il Propedeutico o il Primo Biennio), ma è un’attenzione da avere lungo tutto il percorso formativo;

siamo sempre chiamati ad operare un serio discernimento vocazionale, per verificare se il Signore ci chiama a seguirlo nella via del sacerdozio diocesano.

Chiediamoci ogni giorno, soprattutto nella preghiera: “cosa vuoi Signore che io faccia? Quale è la strada più giusta per me?”.

D’altra parte, tuttavia, accanto al discernimento vocazionale, si avverte sempre più l’esigenza di un vero discernimento pastorale, per saper riconoscere i segni dei tempi e comprendere a cosa ci chiama il Signore in una determinata circostanza e occasione.

È un tema tanto caro anche al nostro Papa Francesco, sul quale egli è più volte ritornato e al quale ci ha ripetutamente invitato.

Nell’Amoris Laetitia, nel paragrafo che ha per titolo “Il discernimento delle situazioni dette irregolari”, così scrive:

il discernimento dei Pastori deve sempre farsi distinguendo adeguatamente, con uno sguardo che discerna bene le situazioni. Sappiamo che non esistono semplici ricette… I presbiteri hanno il compito di accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo… Si tratta di un itinerario di accompagnamento e di discernimento che orienta questi fedeli … Questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa” (AL 298-299);

inoltre, rivolto proprio a dei seminaristi, egli ha avuto modo di dire:

L’esercizio del discernimento deve diventare una vera e propria arte educativa, perché il sacerdote sia un vero uomo del discernimento. Oggi più che mai il sacerdote è chiamato a guidare il popolo cristiano nel discernere i segni dei tempi, nel saper riconoscere la voce di Dio nella folla di voci spesso confuse che si accavallano, con messaggi contrastanti tra loro, nel nostro mondo”.

È dunque un’arte che sempre più dobbiamo imparare, un esercizio da praticare con assidua frequenza, e questo non soltanto un giorno nel possibile ministero, ma già oggi, nel nostro tirocinio pastorale:

in questa determinata parrocchia, con questo specifico gruppo, in questa particolare situazione… cosa mi chiede di fare il Signore? In cosa consiste la sua volontà? Cogliamo in questo “discernimento pastorale” al quale educarci anche una evidente continuità con il percorso formativo dello scorso anno sulla pastoralità (Pastore dal cuore immenso… rivestito dei sentimenti di Cristo… ricorderete);

continuiamo dunque il nostro percorso di questi anni, continuando a fare attenzione al fine ultimo della formazione che è preparare pastori secondo il cuore di Cristo e fermando l’attenzione su una particolare attitudine del divenire guida della comunità, il discernimento appunto.

Oltre all’attenzione che personalmente porremo al tema del discernimento (nei colloqui col padre spirituale e con i formatori), vivremo anche alcuni iniziative comunitarie particolarmente significative.

Cominceremo con un focus, di tipo sociologico, sul mondo giovanile, particolarmente tenendo conto del suo rapporto con la religiosità; da più parti si afferma che i giovani oggi sono lontani da Dio, ma d’altra parte si avverte in loro anche una continua ricerca di sacro e di trascendente; ci aiuterà nella riflessione il Prof. Franco Garelli, docente di Sociologia dei processi culturali e Sociologia delle religioni all’Università di Torino, che il prossimo 16 ottobre verrà a tenerci un incontro sul tema: “I giovani e la fede. Davvero una generazione senza Dio?”.

Il 20 febbraio ci introdurremo poi al tema del Discernimento, cogliendone il senso e il valore dal punto di vista biblico; ci terrà la meditazione sul tema “Il discernimento nella storia della salvezzafra’ Sabino Chialà, teologo e biblista, monaco della Comunità di Bose che si trova ad Ostuni.

Nel mese di aprile poi abbiamo pensato ad una relazione sul tema specifico del Discernimento pastorale”, in modo da poterne individuare le dinamiche, gli strumenti, le modalità. A riflettere su questo tema ci aiuterà Mons. Leonardo D’Ascenzo, Rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni.

Un’interessante iniziativa, promossa dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni a cui sarà possibile prendere parte, è un Corso Webinar sull’Esortazione apostolica Amoris Laetitia per sacerdoti e seminaristi;

si tratta di 8 incontri, con cadenza mensile da ottobre a maggio, ai quali si partecipa via web e nei quali è previsto, oltre all’ascolto della relazione, un momento di dibattito e di confronto; il corso si terrà di lunedì sera, dalle 21 alle 22 e il nostro Seminario si è iscritto, dando a chi volesse la possibilità di partecipare, per approfondire il documento e crescere nell’arte del discernimento pastorale.

Continueremo inoltre anche quest’anno la scuola di preghiera insieme alla Pastorale Giovanile;

gli incontri verteranno proprio sugli atteggiamenti del Discernimento, richiamati anche dal Documento Preparatorio al Sinodo: riconoscere, interpretare, scegliere, così che possa essere per tutti i giovani che verranno in Seminario un itinerario di avvicinamento allo stesso Sinodo.

È un’iniziativa (quella della Scuola di preghiera con i giovani) nella quale dobbiamo tutti sentirci coinvolti e responsabili;

per poterla rilanciare ulteriormente, dopo l’impegno già profuso lo scorso anno, abbiamo innanzitutto pensato di spostare gli appuntamenti al venerdì,

così che i gruppi non siano impediti dal partecipare per la presenza in parrocchia dei momenti di adorazione comunitaria; inoltre sarà possibile per voi seminaristi, nelle giorni previsti, andare in parrocchia per organizzare i gruppi e portarli qui in seminario (per chi ne avrà necessità, potrà verso le 18 uscire e andare in parrocchia e poi accompagnare i gruppi giovanili all’incontro).

Una novità la vivremo anche rispetto alla Giornata del Seminario (ovviamente, la cosa riguarda i seminaristi di Napoli): da quest’anno ne saranno due, per poter visitare più parrocchie e quindi rivolgere ad un maggior numero di giovani l’invito al discernimento e alla sequela; la prima sarà domenica 12 novembre e riguarderà i Decanati dall’VIII al XIII, la seconda invece il 15 aprile e interesserà i Decanati dal I al VII.

La quarta opera di misericordia corporale “Accogliere i pellegrini”, al centro della Lettera Pastorale annuale del nostro Arcivescovo, ci interroga ad uno stile di ospitalità da praticare ogni giorno.

Il Cardinale stesso ci aiuta a comprendere che “accogliere i pellegrini non è solo moltiplicare il numero delle mense e dei dormitori, pur necessari per un’impellente urgenza… ma strappare al degrado e restituire ad una vita dignitosa”.

Nella stessa Lettera Pastorale l’Arcivescovo invita la comunità cristiana ad essere il luogo che realizza questo stile di accoglienza, sia al suo interno sia nei riguardi dei forestieri perché “nel corso della storia, la Chiesa ha sempre avuto a cuore l’ospitalitàlo sviluppo delle relazioni umane è in ogni caso un’ottima base per costruire intese più ampie, fondate sulla reciproca fiducia, proiettate verso la crescita umana e l’integrazione dei rispettivi gruppi d’appartenenza”.

In continuità con il tema di due anni fa, che ci invitava a costruire “autentiche relazioni di fraternità e di amicizia”, ritengo dunque che sia questo un impegno da assumerci tutti insieme: essere una comunità che vive l’accoglienza e l’ospitalità, la condivisione e la comunione, a partire dai propri membri per aprirsi poi anche all’esterno.

Guardiamo sempre nel fratello di comunità come nella persona esterna che bussa alla nostra porta non un rivale o una minaccia, ma una ricchezza e un dono; costruiamo sempre relazioni autentiche, di vera comunione; riconosciamoci come vera famiglia. La contro-testimonianza più grande che come realtà ecclesiale purtroppo possiamo dare a chi è lontano dalla Chiesa è propria la divisione tra di noi, le rivalità che a volte si riscontrano, la mancanza di accoglienza e di stima del prossimo.

In questo, la nostra comunità del Seminario, nel suo essere così speciale, dovrebbe invece risplendere come faro e come modello.

Cureremo questo stile di accoglienza anche attraverso una maggiore cura degli ambienti comuni.

D’altra parte, il tema dei pellegrini costituisce “una missione di drammatica attualità”, come indica il sottotitolo della Lettera Pastorale, visti i grandi flussi migratori, che interessano soprattutto il Mediterraneo, e le politiche di accoglienza e di integrazione necessarie.

In tanti, pur cristiani, si sta diffondendo uno spirito di sospetto e di paura, che conduce alla chiusura e talora alla discriminazione;

il Papa stesso a più riprese ci ha invece richiamati ad accogliere e ospitare questi fratelli. È una problematica dinanzi alla quale non possiamo far finta di niente e chiudere gli occhi, anche noi siamo chiamati a conoscere, riflettere, capire.

Diverse e variegate le iniziative per approfondire il tema dell’accogliere i pellegrini. Innanzitutto domani vivremo un pellegrinaggio comunitario presso il Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe che, come dice la lettera, “aveva fatto della sua casa ai Quartieri Spagnoli un cenacolo di preghiera e di carità, dove accoglieva poveri e ammalati, dubbiosi e disperati” (visiteremo la Casa e il Museo della Santa e poi celebreremo la Messa).

Al pomeriggio ci ritroveremo poi per una Visita guidata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli così da coltivare anche in questi giorni di avvio dell’anno l’attenzione alla dimensione culturale.

Inoltre, cercheremo di approfondire un tema specifico della lettera, ossia “I pellegrini di oggi: i Migranti e ci aiuterà in questo un membro della Comunità di Sant’Egidio, nel prossimo mese di dicembre;

potrà così parlarci meglio della situazione attuale, delle molteplici motivazioni alla base dei flussi migratori e soprattutto raccontarci i tentativi pratici di accoglienza e integrazione.

Il Catechismo della Chiesa di Napoli, trattando della quarta opera di misericordia corporale, parla inoltre di tre varchi: ospitalità come accoglienza, ospitalità come ascolto, ospitalità come condivisione, che saranno anche i temi dei nostri ritiri mensili, in modo che l’attenzione allo stile di ospitalità ci accompagni lungo tutto l’anno.

Alla luce di queste sollecitazioni, una particolare cura dovremo dedicare al Servizio ai senza fissa dimora; continueremo l’esperienza avviata già l’anno scorso, che coinvolgeva a turno tutti i membri della comunità, così che ognuno possa concretamente incarnare la quarta opera di misericordia.

Sono state fissate con la Facoltà le date dei ritiri spirituali  nei tempi di Avvento, Quaresima e Pasqua.

Colgo l’occasione per fare a nome di tutti quanti voi i cordiali auguri di buon lavoro a Monsignor Ignazio Schinella, nuovo Vice Preside della Facoltà di Teologia per la sezione S. Tommaso.

Le date dei ritiri:

per l’Avvento, lunedì 4 dicembre (a tenercelo sarà Padre Beniamino Depalma, Vescovo emerito di Nola);

per la Quaresima, mercoledì 28 febbraio (con Mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno e Presidente della Commissione episcopale della CEI Clero e Vita Consacrata nonché Assistente Generale dell’Azione Cattolica Italiana);

per la Pasqua, giovedì 19 aprile (con Padre Franco Beneduce sj, Rettore del Seminario di Posillipo).

La scelta del testimone dell’anno formativo è stata, oserei dire, abbastanza semplice. Come infatti certamente sapete, lo scorso 20 giugno il Papa si è recato in pellegrinaggio sulle tombe di Don Primo Mazzolari e di Don Lorenzo Milani, indicandoli al clero come modelli da seguire.

I discorsi da lui tenuti, particolarmente belli e profondi, richiedono certamente un adeguato approfondimento e una meditazione personali.

Tenendo presenti l’attenzione del Sinodo ai Giovani e quella della Chiesa italiana, in questo decennio, all’aspetto educativo,

tra i due ci è sembrato particolarmente significativo scegliere e indicare la figura di Don Lorenzo Milani.

Nel discorso tenuto a Barbiana (che vi sarà distribuito) Papa Francesco ha sottolineato un aspetto fondamentale della vita di Don Milani, la sua grande fede!

È stato un uomo di fede, e tutte le sue scelte sono state motivate unicamente dalla fede in Dio, “una fede schietta, non annacquataUna fede totalizzante, che diventa un donarsi completamente al Signore e che nel ministero sacerdotale trova la forma piena e compiuta ”.

Di Don Milani è diventato famoso l’impegno educativo (celebre la scuola di Barbiana; diffusa in tutto il mondo la sua Lettera ad una professoressa, pubblicata nel 1967, anno della sua morte);

molto noto è il titolo del suo scritto, divenuto un vero e proprio slogan “L’obbedienza non è più una virtù” (che in realtà riguardava la legittima obiezione di coscienza in tema militare).

Si rischia forse ad una lettura superficiale della sua vita di vedere in lui quasi un assistente sociale o un ribelle. Don Milani non è stato nulla di tutto questo, ma, come il Papa ha sottolineato, è stato un sacerdote che ha vissuto a pieno il suo ministero, anche nelle sue conseguenze pratiche; un uomo di fede (alla quale tra l’altro arriva dopo una giovinezza di agnosticismo), che da questa si lascia plasmare e guidare in tutte le sue azioni.

Come ha indicato il Santo Padre a Barbiana, desidero che la nostra comunità apprezzi soprattutto tale aspetto di questo sacerdote:

una fede incarnata, che lo porta ad amare la Chiesa anche nelle difficoltà, che lo spinge a servire gli ultimi e chi è sfruttato e indifeso, che lo fa essere attento ad ogni uomo che a lui si rivolge.

Insieme  ai padri spirituali e agli altri educatori (è stato motivo di comune riflessione nell’incontro avuto durante la nostra programmazione annuale), desideriamo chiedervi soprattutto questo: maturate una vera mentalità di fede!

Noi per primi dobbiamo riscoprire la spiritualità del quotidiano,

ossia che è momento di incontro con Dio non solo quello delle celebrazioni e delle preghiere, ma anche il lavoro e l’impegno di ogni giorno; le scelte che quotidianamente facciamo devono essere motivate ed illuminate della fede nel Signore.

È in fondo l’arte del discernimento spirituale: in questa particolare situazione Dio cosa mi chiede, cosa vuole che io faccia? E pensate tutto questo applicato al dovere dello studio, alla testimonianza in facoltà, ai rapporti con gli altri membri della comunità, alla relazione educativa coi formatori… ma anche al modo in cui stiamo in refettorio, usiamo luoghi comuni, ci muoviamo nei corridoi. Dobbiamo purtroppo riconoscere che tante volte la nostra fede incide poco negli atteggiamenti di ogni giorno, che certe volte viviamo “ut si Deus non daretur” (così diceva San Giovanni Paolo II degli uomini del nostro tempo… vivono “come se Dio non esistesse”, e pure noi rischiamo di fare così).

Noi siamo invece chiamati ad essere dei seminaristi oggi,

e a Dio piacendo dei sacerdoti domani, autentici! Non possiamo accettare la superficialità o la mediocrità;

puntate in alto, siate uomini di fede e di carità (come lo è stato don Milani) e per fare questo amate, servite e fidatevi della Chiesa vostra Madre!

Dalla testimonianza di vita del sacerdote di Barbiana, e dal discorso tenuto dal Papa, abbiamo così ricavato anche il motto annuale:

«Preti veri, servitori di Cristo nei fratelli… prendete la fiaccola e portatela avanti»;

è un invito che il Santo Padre ha rivolto al clero e che, di riflesso, rivolge anche a noi: prepararci ad essere “preti veri”, autentici, animati e ispirati dalla fede, in modo da servire il Signore con tutte le forze e farlo riconoscendoLo nei fratelli, soprattutto negli ultimi, negli emarginati, nel forestiero e nel pellegrino.

La fiaccola della testimonianza di don Milani è ora affidata a noi perché con la nostra vita continui a risplendere e a fare luce nella Chiesa e nel mondo.

Anche in questo ambito saranno varie le iniziative comunitarie per conoscere, approfondire e poter così imitare lo spirito di fede e di carità del Priore di Barbiana.

Ci sarà innanzitutto la Presentazione della vita e del ministero” di don Lorenzo Milani;

vista la bella e positiva esperienza dell’anno scorso, abbiamo pensato di affidare anche quest’anno alla Commissione Culturale interna la presentazione del Testimone, che siamo certi sarà fatta in modo approfondito e coinvolgente il prossimo 15 novembre.

Inoltre, nella settimana post esami, faremo un pellegrinaggio comunitario a Barbiana e Firenze; visiteremo anche noi la Tomba, confidiamo di poter ascoltare qualche testimone diretto, conosceremo i suoi luoghi di vita (rientreremo il mercoledì sera 14 febbraio in Seminario dopo le celebrazioni delle Ceneri nelle Cattedrali delle diverse Diocesi e poi giovedì 15 e venerdì 16 febbraio vivremo questo pellegrinaggio).

Sono poi in grado di indicarvi sin d’ora le date per il conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato, nonché quella per l’ammissione tra i candidati al Sacro Ordine. Ovviamente mi riferisco ai seminaristi napoletani e a quelli, come già accaduto in passato, di altre diocesi i cui Vescovi li volessero aggregare a qualcuna di queste date.

Ministeri istituiti

  • Lettorato: lunedì 23 ottobre G. Acampa c/o Seminario
  • Accolitato: lunedì 20 novembre Padre Rettore

Ammissione tra i candidati al Sacro Ordine:

  • Domenica 17 dicembre    L. Lemmo  c/o Basilica di Capodimonte

 

Come anche le date delle iniziative per l famiglie dei seminaristi del Quinquennio:

Ritiro con i genitori dei seminaristi:    26 novembre (domenica)

Adorazione eucaristica con i genitori dei seminaristi    4 marzo (domenica)

Festa della famiglia  13 maggio.

Come avete potuto ascoltare, anche quest’anno sono molteplici gli spunti di riflessione e le sollecitazioni che ci vengono;

svariate anche le opportunità di formazione che ci saranno offerte. Non capiti che tutto ciò ci trovi indifferenti, impermeabili, chiusi, distratti; non sprechiamo la grazia che Dio ci donerà e lasciamola fruttificare nella nostra vita, per essere un giorno “preti veri”, autentici, secondo il cuore di Cristo!

Ed ora, dopo aver all’inizio dato il bentornato a tutti, prima di concludere, desidero accogliere e presentare i giovani del primo anno di formazione, augurando loro di portare sempre gioia ed entusiasmo nella nostra comunità:

  1. Sebastiano Borrelli
  2. Mattia D’Antuono
  3. Pasquale D’Orsi
  4. Alessandro Freda
  5. Luigi Grieco
  6. Domenico Petti
  7. Vincenzo Pugliese

 

Riprendono poi il cammino al Seminario Maggiore

Domenico Lamagna, inserito al 2° anno di formazione

e Paolo Melito, che entra a far parte del 5° anno.

Entra a far parte della nostra comunità, al terzo anno, Emanuele Ruggiero, della Diocesi di Nocera, proveniente dal Seminario di Salerno.

Un caloroso benvenuto a tutti voi, cari giovani, con l’augurio di un proficuo cammino di discepolato del Signore.

Un particolare saluto rivolgo anche agli amici del Seminario Minore; quest’anno Sebastiano fa il suo ingresso nella comunità del Seminario Maggiore, ma altri ragazzi si aggiungono al gruppo già esistente, per vivere un’esperienza profonda di sequela, anche se sempre secondo la modalità degli ultimi anni, accompagnati dal carissimo don Giuseppe Nurcato.

  1. Raffaele De Vita
  2. Antonio Grieco
  3. Luigi Porcelli
  4. Salvatore Romano
  5. Salvatore Solla
  6. Mario Spinola

Lunedì scorso si è chiuso qui in Seminario il Campo Vocazionale dei Nuovi Propedeutici (si tratta, al momento, di 13 giovani, di cui 10 della Diocesi di Napoli, 2 della Diocesi di Nocera ed 1 della Diocesi di Vallo della Lucania).

Colgo l’occasione per condividere con voi tutti che a collaborare con don Giuseppe Nurcato per il nuovo propedeutico sarà l’ormai prossimo diacono Daniele Piccolo.

Novità ci sono nella Comunità delle Suore Vocazioniste del nostro Seminario.

Abbiamo già accolto nei mesi scorsi Suor Viviana;

oggi ufficialmente accogliamo Suor Laurenzia che dalla Comunità di Pianura è stata destinata al nostro Seminario.

Un grazie di cuore a voi sorelle per la vostra presenza in mezzo a noi e per il delicato servizio nella direzione della casa.

Con voi, care sorelle, salutiamo la vostra nuova superiora, la carissima Suor Susanna.

Ti accompagni, sorella, la nostra preghiera per il nuovo servizio cui sei chiamata,

ti assista la Beata Vergine Maria, a voi cara col titolo di Nostra Signora delle Divine Vocazioni e il Beato Giustino Russolillo, vostro Fondatore.

Suor Annamaria, a tutti noi particolarmente cara, è rientrata nella Casa Madre di Pianura. Organizzeremo, appena possibile, un’occasione per poterla rincontrare, esprimerle l’immensa gratitudine di tutti quanti noi e per poterle fare festa.

Se oggi riprende la vita di comunità del Seminario, la solenne apertura avverrà giovedì 12 ottobre alle 19,00 con la S. Messa presieduta dal Cardinale Arcivescovo, che ringraziamo per la sollecitudine di Pastore e l’amore di Padre con cui segue e cura ogni aspetto della vita della nostra comunità.

Desidero ringraziarlo di cuore anche per aver accolto l’invito a condividere con noi la sua esperienza in terra di missione e nel servizio reso come Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Giovedì 12 ottobre, prima della S. Messa,  vivremo un momento particolarmente bello e desiderato da molti di voi, che hanno avuto la gioia di conoscerlo:  dedicheremo a Don Antonio Serra il ripristinato Giardino Biblico.

Vuole essere un piccolo segno di gratitudine della nostra Comunità alla sua bella testimonianza sacerdotale e al prezioso ministero di Rettore che ha svolto con tanta passione. All’evento parteciperanno i familiari di don Antonio che nei giorni scorsi ho sentito per condividere con loro questa iniziativa.

Il contributo di ognuno di voi è fondamentale, cari giovani, per la vita della comunità, in quanto siete voi i principali protagonisti della formazione. Per questo, l’impegno nei vari servizi e nelle diverse commissioni risulta particolarmente prezioso; prima di indicare la responsabilità di ciascuno, invito tutti ad un impegno forte e serio, perché la nostra comunità possa crescere in spirito di servizio e in fraternità.

Permettetemi una sola sottolineatura sull’importanza e sulla cura da avere per la Liturgia (e da qui ne deriva anche un crescente impegno per il Coro); ho notato a volte delle superficialità come pure dei modi discordanti di fare; cercheremo invece di avere maggiore attenzione e di condividere gli stessi atteggiamenti, perché le celebrazioni siano belle, serie e partecipate;

ci introdurremo a questa attenzione fin dal prossimo 2 ottobre, quando Mons. Vincenzo De Gregorio ci terrà un incontro sul giusto modo di pregare la Salmodia.

Aiutiamoci a vivere la liturgia nel rispetto del suo spirito più autentico, spirito che sa evitare formalismi, superficialità e improvvisazioni, la sa veramente amare perché trasformi la vita.

 Auguri di cuore di buon cammino a tutti dal Padre Rettore, dagli altri Educatori e dai Padri Spirituali!