Ciò che abbiamo vissuto in questo pomeriggio del primo maggio è stato a dir poco emozionante e commovente. Dopo che il cardinale Crescenzio Sepe, ha prelevato dalla cassaforte il prezioso reliquario del sangue del martire Gennaro, guidati da un lungo ed affollato corteo liturgico aperto dalla fanfara dei carabinieri e dalle undici statue dei santi compatroni napoletani, ci siamo inoltrati nei vicoli del centro storico della città fino a giungere nella Basilica di Santa Chiara, dove si è celebrata la santa Messa.
Prima della conclusione della celebrazione, si è passati alla consueta verifica della liquefazione del sangue, che però non si è verificata immediatamente. Il cardinale, dopo un tempo prolungato di preghiere per le diverse necessità della città e continue verifiche della reliquia, si è reso conto di dover dare appuntamento a tutti noi fedeli per domenica in cattedrale dove sarebbero proseguite le preghiere. Si è proceduto quindi, con la benedizione sui fedeli con il sangue di san Gennaro e subito dopo il concedo, tra le mani del Cardinale, finalmente risollevato dalla buona notizia, si è ripetuto il prodigio di San Gennaro. L'annuncio della liquefazione del sangue del patrono di Napoli, dato con lo sventolio del fazzoletto bianco, è stato accolto con un lunghissimo applauso e con una gioia immensa dalle numerose persone presenti nella basilica che malinconici aspettavano questo buon segno per la regione e per la città. «Il Signore ha voluto mettere alla prova la nostra fede (...) San Gennaro ci vuole bene» ha detto soddisfatto il cardinale Sepe, che ha voluto subito mostrare a tutti fedeli il sangue della speranza, il sangue di san Gennaro nostro patrono. Grazie faccia gialla!
Salvatore Cipollaro
seminarista Secondo Biennio